Carabinieri-rapinatori, c’è la svolta.

Redazione
Da Redazione aprile 1, 2015 15:29

Due persone positive alla prova dello stub: è questa la novità emersa ieri rispetto agli accertamenti scientifici in corso per la rapina e l’omicidio avvenuti ad Ottaviano mercoledì scorso dei quali rispondono Jacomo Nicchetto e Claudio Vitale, carabinieri in forza al battaglione Mestre. La polvere da sparo presente sugli abiti e sulle mani di due degli otto componenti del gruppo che dopo la rapina al supermercato si è lanciato all’inseguimento dei due rapinatori apre spiragli nuovi nelle indagini, ma soprattutto va a confermare quello che sin da subito era un sospetto degli investigatori: qualcun altro, oltre ai due carabinieri-rapinatori, era armato quando c’è stato lo scontro sulla Statale 268.

Lo stub positivo su due di quelle che figurano al momento tra le persone offese spiegherebbe anche il proiettile che ha colpito Nicchetto al gluteo. L’ogiva, secondo indiscrezioni, era più piccola di quelle che vengono esplose dalla calibro 9 parabellum in dotazione ai carabinieri, si presentava di colore scuro, era deformata e priva della «camicia» che ricopre i proiettili delle armi d’ordinanza dei militari. Dettagli che sembrano smentire che quel colpo provenisse dalle uniche armi collocate finora sulla scena della sparatoria.

Sulla Statale del Vesuvio sono infatti stati repertati solo i quindici bossoli provenienti dalla pistola di Nicchetto, pertanto il colpo che lo ha centrato da dietro ha rappresentato sin da subito una sorta di mistero nel complesso quadro delle indagini, tant’è che non si esclude neanche che si sia ferito da solo. La presenza di una terza persona armata sulla scena cambierebbe significativamente la ricostruzione della vicenda in cui ha perso la vita Pasquale Prisco. Lo stub potrebbe determinare l’emissione di avvisi di garanzia che darebbero agli indagati la sponda giusta per sostenere la tesi della legittima difesa. Nicchetto e Vitale ricorreranno al Riesame, non per la rapina che hanno ammesso di aver commesso, ma per l’accusa di omicidio volontario per la quale rischierebbero l’ergastolo. Al gip hanno già detto di aver sparato perché accerchiati e picchiati da almeno dodici persone. Ma se si scoprisse che qualcuno del gruppo che ha tentato la via della giustizia privata era armato, gli scenari assumerebbero contorni sensibilmente diversi.
La procura di Nola sta cercando di ricostruire tutto ciò che è successo dal momento della fuga dal supermercato di Ottaviano fino alla sparatoria sulla 268. I carabinieri-rapinatori sostengono che non appena il gruppo capeggiato dai fratelli Prisco li ha accerchiati hanno riconsegnato il bottino (1300 euro) ma che ciò non ha fermato la furia dei picchiatori. Una versione che non combacia con ciò che invece hanno raccontato Donato Prisco (fratello del giovane Pasquale rimasto ucciso e figlio del proprietario del market) e i suoi dipendenti, e che le stesse conseguenze del confronto tra rapinatori e inseguitori sembrano smentire. Oltre al ventottenne ammazzato da un colpo di pistola, tutte e sette le persone identificate presentavano ferite da arma da fuoco. Fonte: Il Mattino 

 

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