Arresti a Pagani, i dettagli dell’Operazione Criniera.

Redazione
Da Redazione dicembre 19, 2014 11:20

E’ stata denominata Operazione Criniera l’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia che, all’alba di oggi, ha portato all’esecuzione di otto provvedimenti cautelari, di cui due in carcere, tre ai domiciliari e tre obblighi di presentazione alla Pg. Le due persone finite dietro le sbarre sono i fratelli Antonio e Michele Petrosino D’Auria, ritenuti al vertice dell’organizzazione, mentre uno degli obblighi di presentazione alla Pg ha colpito il consigliere comunale di Pagani di Fdi, Massimo D’Onofrio. Le otto persone sono ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, concorso esterno nella stessa anche finalizzato allo scambio elettorale politico-mafioso, concorrenza illecita mediante minacce e violenza, estorsione pluriaggravata e riciclaggio aggravato, mediante reimpiego in attività economiche dei proventi delittuosi. Le indagini sono partite nel 2009 e rappresentano un ulteriore sviluppo di investigazioni svolte nei confronti dello storico clan camorristico Fezza-D’Auria Petrosino. Attraverso il vertice dell’organizzazione, costituito dai fratelli Petrosino D’Auria, il clan aveva imposto la propria egemonia nel settore ortofrutticolo, sfruttando il potere che propri sodali avevano all’interno di diverse società di trasporti e trasformazione di prodotti ortofrutticoli, attive fra Pagani e San Marzano. Il clan aveva eliminato ogni forma di concorrenza, anche con gravi minacce ed intimidazioni. In tale contesto sono stati rilevati anche con elementi del clan dei Casalesi, operanti presso il mercato ortofrutticolo di Fondi, in provincia di Latina. Così facendo, il clan Fezza-D’Auria Petrosino aveva creato una sorta di monopolio nel settore, gestendo assunzioni e licenziamenti per favorire persone “vicine” al gruppo criminale e sfruttando anche legami con esponenti della politica locale. Gli inquirenti hanno puntato i riflettori anche contro il Consorzio di Bacino Salerno 1, di cui Michele Petrosino D’Auria era dirigente. Grazie alla complicità di dirigenti della Tempor, società temporanea di servizi con sede a Milano, alcuni amministratori pubblici del Comune di Pagani e lo stesso Michele Petrosino D’Auria avevano ottenuto l’assunzione al Consorzio di Bacino di alcune persone pregiudicate ed appartenenti all’omonimo clan. Attraverso alcune intercettazioni telefoniche, gli inquirenti sono anche riusciti a ricostruire una serie di sostituzioni di dipendenti del Consorzio, ottenute anche con la forza dal Petrosino D’Auria Michele, semplicemente perchè questi ultimi non erano a lui graditi. In un’occasione, due dipendenti sarebbero stati anche selvaggiamente picchiati. Oltre al Consorzio di Bacino, gli occhi della Procura sono finiti anche sulla gestione dei parcheggi a pagamento nella città di Pagani, appaltato dalla società Agency Service, poi acquisita dalla New Service Società Cooperativa Sociale, della quale amministratore unico è la moglie di Michele Petrosino D’Auria, Maria Califano. Il clan intervenne anche contro l’associazione “Qui Pagani Libera”, che con la sua attività metteva in risalto i legami tra il sodalizio camorristico e l’amministrazione comunale allora guidata da Alberico Gambino. Nell’ambito dell’operazione risultano indagate a vario titolo 53 persone, mentre sono state sottoposte a sequestro preventivo quattro società operanti nel settore dei trasporti, della trasformazione di prodotti ortofrutticoli e di servizi, oltre a conti correnti e di deposito in capo alle suddette società e agli indagati, per un valore di circa tre milioni di euro. Radio Base

 

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Da Redazione dicembre 19, 2014 11:20

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