Appena arrivate le dimissioni ufficiali di Franco Annunziata

Redazione
Da Redazione gennaio 14, 2015 14:29

Inizieranno venerdì gli interrogatori dei 21 indagati dell’operazione Poker che ha consentito ai carabinieri del Ros, coordinati dalla procura Antimafia, di sgominare il clan Serino di Sarno e di portare alla luce il connubio tra camorra e politica relativamente alle ultime amministrative dello scorso maggio.

In attesa dunque degli interrogatori, intanto, riflettori puntati su Franco Annunziata, all’epoca dei fatti candidato sindaco sostenuto tra tre liste civiche e dal Nuovo Centro Destra. Il giorno dopo il blitz e il suo allontanamento da Sarno, così come disposto dal gip che gli ha imposto il divieto di dimora, Annunziata torna a parlare. «Per la serenità della mia famiglia, probabilmente rassegnerò le di- missioni. È una cosa sulla quale sto riflettendo», commenta al telefono. L’ex candidato a sindaco che avrebbe goduto del favore e dei voti dei Serino, è pronto a rinunciare alla carica di consigliere comunale di opposizione. Nel parlamentino cittadino gli subentrerà Pasquale Falciano, di Sarno Rinasce Libera, già consigliere comunale della passata amministrazione, primo dei non eletti. Una campagna elettorale che alla fine, però, gli aveva lasciato l’amaro in bocca. Un risultato scarno, forse inaspettato, e tanta delusione. Si era attestato a quota 2.547 preferenze, con una percentuale del 13,04%, non riuscendo a superare la prima fase. Quarto su sette candidati sindaco e per lui neppure la possibilità della competizione al ballottaggio. Già nella roccaforte del clan Serino, tutta la zona periferica di Lavorate, i voti si erano contati a stento. In tutto quattro le sezioni e su un totale di 2.306 votanti ne aveva incassati 302. Una campagna elettorale dura, con tanti candidati e denunce piovute per mesi su circostanze singolari. Una presunta compravendita di voti denunciata dallo stesso Annunziata già a marzo. Era stato lapidario nelle sue parole. «Sto assistendo ad una campagna elettorale che di regolare ha ben poco. In particolare ci sono ambigui atteggiamenti di qualche candidato. Mi riferisco a promesse di lavoro nell’assistenza domiciliare, a contributi dati ad associazioni senza alcun motivo plausibile, ed a promesse di lavoro».

I carabinieri del Ros lo avevano intercettato davanti al Comune, nel pieno della campagna elettorale mentre si scambiava una stretta di mano e un saluto con il bacio sulla guancia, con Aniello Albero, disposto a collaborare con lui nel garantirgli un certo bacino di voti. Annunziata, secondo quanto scrive il gip Dolores Zarone, sarebbe stato preferito dal clan proprio perché aveva rapporti con le aziende del territorio, in quanto amministratore di Agroinvest. Tra gli affari gestiti dai Serino, oltre alla macellazione abusiva e ai videopoker, di recente era entrato anche il racket dei distributori di bevande e me- rendine nelle aziende. 

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