Allarme Terrorismo a Sarno: dubbi sulla bandiera

Redazione
Da Redazione dicembre 12, 2015 11:11

Allarme Terrorismo a Sarno: dubbi sulla bandiera

E’ stata avviata una verifica accurata sulla  bandiera ritrovata davanti all’ufficio del Giudice di Pace, che riproduce quella dello Stato Islamico, per capire se possa essere una riproduzione verosimile o una imitazione inattendibile. Nera con le scritte in arabo, come quella utilizzata quale vessillo del terrore nella campagne di propaganda jihadista, la bandiera è al vaglio degli investigatori. Le indagini sono condotte dalla Dda, la direzione distrettuale antimafia che sta verificando anzitutto l’autenticità della dicitura impressa con del gesso. Da un primo esame pare che le frasi “Non c’è altra divinità all’infuori di Allah” e “Maometto è il suo messaggero” siano incomplete. In controluce si notano numerose correzioni con del gesso bianco. Un ulteriore dubbio è sul verso di scrittura. Potrebbe essere stata realizzata seguendo la traccia di grafia occidentale. Non da destra verso sinistra, come la lingua araba, ma come quella italiana da sinistra verso destra.  A farlo sospettare è l’attacco della frase immediatamente accanto all’asta. Si tratta solo delle prime ricostruzioni, perché per avere dati certi bisognerà attendere ancora qualche giorno. Si sta procedendo anche alla verifica delle impronte digitali sia sull’asta di metallo che sulla stoffa. Gli inquirenti sono cauti comunque. “Si tratta certamente di una bandiera artigianale, fatta in maniera rudimentale, ma va preso in seria considerazione il messaggio”. Altro punto di svantaggio per gli investigatori è l’assenza di telecamere di videosorveglianza. Nessun fotogramma che possa aiutare le indagini. Il drappo nero infilato in una sbarra di oltre un metro era stato rinvenuto all’interno dei cancelli della sede al Prolungamento Matteotti. Una scoperta inquietante per i dipendenti dell’ufficio che avevano subito richiesto l’intervento sul posto delle forze dell’ordine. Un lavoro minuzioso quello dei carabinieri, agli ordini del maresciallo Alfredo Costantini, che avevano attivato il protocollo del caso, sequestrato la bandiera ed avviato tutte le verifiche controllando anche gli interni dei locali e le zone circostanti.

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Da Redazione dicembre 12, 2015 11:11

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