Africani e sarnesi gestiscono insieme le piazze di spaccio. Ecco chi sono…

Redazione
Da Redazione giugno 27, 2018 11:40

Africani e sarnesi gestiscono insieme le piazze di spaccio. Ecco chi sono…

Un patto non scritto tra sarnesi ed africani per gestire le piazze di spaccio: si chiude con 9 condanne e 11 rinvii a giudizio la fase preliminare della maxi inchiesta condotta un paio d’ anni fa dalla Dda di Salerno. A patteggiare la pena davanti al giudice sono stati Anna Ylenia Esposito, ad un anno di reclusione, difesa dal legale Giovanni Annunziata; Emilio Fioravante, anche per lui 1 anno e 10 giorni di reclusione e Carla Ersilia Baldi, che ha concordato 10 mesi e 20 giorni di reclusione. Questi ultimi due, erano difesi dal legale Giacomo Morrone. Per nessuno di questi è stata confermata l’ accusa di associazione a delinquere. Le altre condanne: con rito abbreviato il gup ha emesso sentenza a 5 anni e 4 mesi per Luigi Cima, considerato a capo del gruppo di spaccio; 3 anni e 2 mesi per Armando Adesso; per Emanuele Aufiero 3 anni e 4 mesi; 2 anni per Angelo Giudice; dieci mesi con pena sospesa per Lucia Gigi e 2 anni per Rida Errai. Quelli che invece affronteranno il processo il prossimo 18 settembre sono Gaetano Mancuso, Giancarlo Cima, Maurizio Manna, Martino Pappacena, Nunzia Crescenzo, Aniello Baselice, Youness Labriri, Omar Abdani, Luigi Nappo, Salvatore Domatore e Rachid Sahili.

LA VICENDA

Le indagini abbracciarono un periodo compreso tra il 2014 e il 2015, nel quale gli inquirenti ricostruirono numerosi episodi di cessioni e passaggi di droga. Secondo le accuse, ognuno degli indagati svolgeva un compito preciso: Mancuso gestiva il mercato dell’ hashish, con la propria abitazione utilizzata per coordinare l’ attività illecita. Luigi Cima invece era il soggetto che disponeva della cocaina. Lo spaccio avveniva principalmente nei pressi dei bar e luoghi di ritrovo tradizionali. A fornire la droga erano i marocchini Labriri, Errai e Abdani. Una delle coppie di pusher lavorava in casa o in strada, a bordo di una Smart con la quale venivano effettuate le «consegne». Poi c’ era chi gestiva il taglio e la preparazione delle dosi e chi invece pensava alla logistica. Nello specifico, la Squadra Mobile di Salerno individuò anche un circolo utilizzato come appoggio logistico per la vendita della droga. Uno dei primi episodi che portò all’ avvio dell’ indagine fu un controllo in strada della polizia nel 2014: in una Seat Ibiza viaggiavano due dei tre marocchini coinvolti, con cento grammi di hashish. Poi una nuova scoperta, questa volta maggiore, di quattro chili sempre di hashish da vendere ad un italiano che non fu mai identificato. Le cessioni di fumo, che andavano da un minimo di cinque euro fino a salire a seconda della quantità, avvenivano nei mercati rionali, presso i bar, i circoli e nei parcheggi delle scuole. Luoghi facilmente individuabili e adeguati per essere controllati preventivamente. Tra le accuse, anche un furto con l’ uso di un sonnifero in casa di un anziano e poi, un’ estorsione nei riguardi di un commerciante. Reati singoli, contestati nella più vasta indagine concentrata sullo spaccio di droga.

 

 

Fonte IL MATTINO 

Foto Google 

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