Accoltellata, ma in aula difende l’ex: “Lo amo ancora”

Redazione
Da Redazione marzo 22, 2015 11:21

Fu accoltellata dal suo ex ragazzo, ma una volta giunta in aula per testimoniare, dichiara di amarlo ancora e di non aver mai temuto per le sue minacce. È questo l’esito di un’udienza di un processo per stalking, registratosi la scorsa settimana davanti al giudice Donnarumma del tribunale di Nocera Inferiore. Vittima presunta una 42enne di Sarno, arrivata in tribunale in qualità di parte offesa dopo aver sporto una querela nei confronti del suo ex ragazzo. L’episodio, avvenuto nel mese di settembre del 2014, era stato preceduto da comportamenti ostili e persecutori da parte dell’imputato.

Lui, 46enne volto già noto alle forze dell’ordine, fu arrestato dai carabinieri del comando di Sarno proprio dopo una telefonata partita dalla sua ex ragazza. L’accusa per lui fu di minacce e maltrattamenti nei confronti della ex convivente, con un episodio avvenuto un giorno prima dell’arresto, dagli esiti drammatici. Secondo quanto denunciato all’epoca, il 42enne accoltellò la donna a seguito di una violenta discussione. Quest’ultima fu colpita ripetutamente con un coltello ad una gamba, riuscendo tuttavia a fuggire in strada e a chiedere aiuto. In quell’occasione, furono alcuni vicini di casa a sollecitare l’intervento delle forze dell’ordine. Il litigio che precedette l’accoltellamento fu generato dalla richiesta insistente, da parte dell’uomo, di tornare insieme a colei che un tempo era la sua ragazza. Nonché convivente.

Tutto avvenne di sera, nel cuore del centro storico di Sarno. Nella denuncia, la donna raccontò che già da un mese il suo ex compagno non faceva che chiamarla costantemente 
al telefono, chiedendole di
tornare insieme. I due vivevano sotto lo stesso tetto,
 ma lei lo aveva lasciato per problemi di tossicodipendenza. Problemi che forse 
lui non aveva mai realmen
te affrontato. Condizione ta
le che non avrebbe permes
so alla coppia di ritornare a vivere insieme. Purtroppo, all’ennesimo rifiuto, il 46enne colpì la donna ad una coscia. Il giorno dopo seguì l’arresto, alcuni mesi in carcere e infine una misura restrittiva agli arresti domiciliari. Dopo aver ascoltato la testimonianza dei carabinieri, giorni fa in udienza è toccato alla presunta vittima, la quale ha ribaltato a sorpresa l’intero esito processuale. Davanti al giudice, la 42enne ha dichiarato di amare ancora quell’uomo e che tutte quelle minacce che aveva raccolto e subito in passato, non l’avevano mai realmente intimidita.
 «Non mi avrebbe mai fatto nulla», ha concluso. A quel punto per l’imputato, difeso e assistito dall’avvocato Vincenzo Sirica, il giudice ha rimesso gli atti al pm e disposto per lo stesso lo stato di libertà. È proprio l’avvocato Sirica a spiegarne il motivo: «Il tribunale – dice – ha sostenuto che non ci si trovasse più in quell’ipotesi delittuosa avanzata in precedenza dalla procura. Alla luce della testimonianza, i fatti andavano riletti diversamente». Il giorno dell’accoltellamento, la donna si recò spontaneamente a casa del compagno, che nel frattempo era impegnato nei preparativi per un viaggio di lavoro a Bologna. Una circostanza, sostenuta proprio dalla difesa, che non lasciava certo intuire quel senso di conflittualità e di persecuzione come si era ipotizzato dalla denuncia di un anno fa, che in seguito generò il processo per stalking. Il Mattino

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