Senzatetto dormiva in ospedale, la solidarietà di una giovane mamma: “Mi ha abbracciato ed abbiamo pianto”

Redazione
Da Redazione gennaio 10, 2016 12:23

Senzatetto dormiva in ospedale, la solidarietà di una giovane mamma: “Mi ha abbracciato ed abbiamo pianto”

E’ una giovane mamma, Gigliola Bravi, ed ha incrociato sul suo cammino quell’uomo che è ancora senza identità. Lei ha rotto una catena di indifferenza con la sua generosità. Ha letto il grido di aiuto lanciato da Sarnonotizie.it ed ha scritto alla nostra redazione per raccontare il suo incontro con quella persona sola, abbandonata sulle sedie della sala di attesa del pronto soccorso del “Martiri del Villa Malta”. Ci ha contattato subito, scrivendo: “Lo conosco, fatemi avere notizie, voglio aiutarlo”. E poi ha raccontato come si sono incrociati nella sala fredda del nosocomio. “Ho portato mia figlia al pronto soccorso di notte, perché non si sentiva bene – ha raccontato con gli occhi lucidi – Mentre attendevamo, la mia bambina si è messa a giocare con lui e sorridevano insieme. Ho capito subito fosse lì da solo. Quando siamo andati via l’ho visto sistemarsi in un angolo. Il giorno dopo, verso mezzanotte sono ritornata lì per portargli dei vestiti, del cibo. Ho provato a dargli dei soldi, ma non li ha voluti, voleva solo qualcosa da mangiare. Non parlava italiano, credo sia ucraino o polacco. Mi ha abbracciato, mi ha ringraziato, abbiamo pianto insieme”. Gigliola racconta ancora con gli occhi lucidi, ricorda il sorriso di un uomo solo che ha sentito, forse per la prima volta dopo tanto tempo, un po’ di attenzione, di affetto. Un uomo che oggi non è più solo e che ha riconosciuto l’umana carità. “Quando l’ho abbracciato in ospedale la gente mi guardava quasi disgustata. E’ assurdo come si viva senza amore. Ho cercato di aiutarlo, non sapevo cosa fare e come portarlo a casa. Poi, ho letto l’articolo ed ho capito subito si trattasse di lui”. E’ andata a trovarlo anche nella casa di accoglienza di Bracigliano dove è stato portato ieri dai servizi sociali intervenuti. Non sa come si chiami, lui non ricorda, ma sa che gli vuole già bene. Lo chiama “nonno” e dice: “Ho il cuore pieno di gioia. Finalmente non vado più a trovarlo in quell’atrio freddo, ma in una casa. Voglio sia felice facendogli sentire il calore di una famiglia. Voglio ringraziare tutte le persone che mi sono state affianco e mi hanno fatto avere notizie di quel nonno acquisito, ringrazio Sarno Notizie, la casa di accoglienza che mi ha aperto le porte nonostante fossi una estranea. Ringrazio mio marito e mio fratello per avermi aiutato”.

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